Da anni invoco la “separazione delle carriere” per i professori universitari.

O fai il ricercatore o fai il professore.Per molte materie scientifiche significherebbe perdere quel genio incomprensibile che ti spiega,e guadagnare un normodotato che ti spiega in maniera comprensibile.

Per altro facendo il primo quello nella vita inevitabilmente i risultati della ricerca ne devono guadagnare,e i risultati della didattica avendo tu a disposizione un professore dedito solo a quello pure.

Così significa che per me misero informatico quando ho dei problemi col codice,o coi calcoli vado a parlare con una persona che non può dirmi ho da fare,non ho tempo ma deve stare li a sentirmi e spiegarmi.Per altro devo dire,ad onor del vero, che io ho in generale dei professori molto disponibili se gli domando aiuto mi aiutano a risolvere i problemi. Ma non sempre hanno tempo e non sempre sono in studio.Perchè non fanno solo didattica..

E significa che il genio che ha un laboratorio di ricerca viene da me a fare dei seminari e io vado da lui solo per fare stage o tesi di laurea.

Non siamo arrivati a questa svolta radicale del ruolo dell’insegnante universitario ma questa proposta dell’università degli studi di Genova mi piace,sperando non sia la solita cosa all’italiana che si fa la legge con la scappatoia.E se l’approvassero e funzionasse sarei molto contento.

Significa che se ti peschi uno stipendio da professore stai a fare il professore,invece di fare consulenze o altri lavori in giro per il mondo.E invece di far fare lezione all’assistente perchè hai altro da fare, stai li e spieghi le cose,considerato il lauto stipendio che l’Università di Genova versa loro direi che possono accontentarsi..

salut

mashiro

Forse ci siamo..
  • Fry

    Completamente d’accordo.

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