Di Governi

9 Aprile 2018

Secondo me a Ottobre si torna al voto a meno che il PD non si suicidi appoggiando un governo 5 Stelle.

Di Maio non può cedere sulla leadership soprattutto se si prende il pacchetto completo: Lega e l’ingombrante Berlusconi. Deve avere un ruolo chiave e fondamentale per giustificare questo rospo con una buona parte della sua base elettorale, quello zoccolo duro movimentista che rappresenta una fetta consistente del suo elettorato.

Anche perché un governo con la lega l’elettore medio di sinistra, che ha votato 5 Stelle non soddisfatto delle politiche del PD, sarebbe un durissimo colpo da digerire e molti si rimangerebbero il voto e tutto il resto.

Perdere in un sol colpo i delusi del PD e l’ala movimentista sarebbe un duro colpo per Di Maio e co. che devono in tutti i modi capitalizzare un risultato molto al di sopra del loro reale valore: domani se il PD si presenta con un candidato credibile e non divisivo,alleato con buona parte della galassia di LeU, il 4-5% dei loro elettori tornano alla base. Forse anche il 6-7 contando LeU che è naufragata.

Salvini non ha alcun interesse a mollare Berlusconi ora per un governo che non sia numericamente e fisicamente abbastanza largo da scavallare la legislatura.

O è sicuro di andare al voto ben oltre il 2019 o non si imbarca in nessuna avventura.

Oggi come oggi un partito unico FI-Lega non è pensabile ma l’OPA è già partita e l’anagrafe non si può battere, per Salvini è molto meglio battere il dente finché Berlusconi non è candidabile o concludere l’OPA magari grazie alla vittoria di Toti in Liguria, cosa che ad oggi non mi sembra nemmeno in discussione, nel corso di questa legislatura.

Il PD dal canto suo non ha nessun interesse a far da sponda a nessuno, ha ragione da vendere Renzi quando dice che è da fare Aventino senza farsi abbindolare dal senso di responsabilità e viste le divisioni e le correnti il modo migliore per farlo è non andare nemmeno ad ascoltare Di Maio.

Anzi io fossi il PD ripristinerei il buon vecchio streaming del 2013.

Anche se Bersani è fuori dal partito.

Mi stupisce invece LeU: si è quasi silenziata, quando dovrebbe lavorare per federare le sue varie anime, sfruttare l’empasse per portarsi avanti, se ho ragione ci sarà la possibilità di rifarsi tra breve magari presentando un giovane come Frantoianni alle primarie di coalizione per tentare il colpaccio.

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