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Ho smesso di giocare a calcio 3 volte in vita mia.

La prima volta che ho smesso di giocare avevo 18 anni e mi ero stufato di avere intorno a me persone che credevano di essere al Real Madrid mentre per me era un passatempo, da prendere con la giusta serietà ma pur sempre un passatempo: dover rinunciare allo stadio o farmi mille ore di pullman per qualche spiccio e zero minuti in prima squadra non faceva per me.

Ho poi ricominciato alcuni anni dopo nel Pieve ’08, ma ho smesso, o meglio non mi sono cercato altro, quando la squadra non si è più iscritta.Avevo perso un compagno in un terribile incidente d’auto ma più di tutto ero stufo di andare al campo a veder gente litigare o di perdere partite per colpa di ammonizioni ed espulsioni inutili.

Mi hanno richiamato e non ho saputo resistere, forse anche perché ritirarmi dopo quell’anonimo campionato figlio della morte di Alex non mi andava giù.Il biennio che ne è seguito è stato un saliscendi di emozioni: abbiamo vinto il campionato e siamo malamente retrocessi.

Dopo la promozione mi sentivo in pace con me stesso, avevo dato il mio contributo e raggiunto il mio obbiettivo, non avevo forse più nemmeno la grinta e la voglia di andarmi a prendere la salvezza nel campionato successivo non era forse abbastanza.

Tanto che io mi volevo ritirare con un campionato vinto e non farmi trascinare in un campionato da vivere fuori posizione: io mi vedevo mediano davanti alla difesa, l’allenatore più terzino o al limite libero. Due ruoli che detestavo.E nella mia testa quel click di giocare con abnegazione dovunque ci fosse bisogno, come era sempre stato, era su off anche se poi alla fine avevo dato il mio onesto contributo nonostante non fossimo riusciti a centrare la salvezza.

Vuoi per la retrocessione, vuoi per la morte di mia madre, vuoi perché la laurea mi catapultava nel mondo del lavoro con la  la fine dell’avventura Pieve ’08 non avevo più nessun interesse per il gioco e quindi per me era giunto il momento di appendere le scarpe al chiodo.

Quando dopo una stagione lontana dallo sport, sono rientrato in AICS, era più per avere una distrazione che per il lato sportivo.

Questo è il terzo anno di AICS: Domenica dopo Domenica però la voglia di giocare mi sta tornando, dare una mano ai miei compagni, andare a litigarmi ogni pallone, fare quello di cui c’è bisogno, sacrificarmi. Tutte cose che avevo perso nelle mie ultime stagioni.

Ecco la cosa di cui sono più contento è che Domenica sera quando ho finito la partita ero finalmente contento della mia partita, della grinta che ci avevo messo, di essere tornato innamorato di questo sport.

Finalmente dopo tanto tempo non vedo l’ora che sia di nuovo Domenica e non solo per mangiare la pizza:

OOOOOOhhh ZEROOTTO non mollare, facci un goal! E quando dalla Curva questo coro sentirai..vola zerootto non ti lasceremo mai!

 

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Ciao 2016

Ti saluto caro 2016, il tuo tempo è passato tempo di finire queste righe e sarà 2017, nuovo anno.

 

Questo rispetto a tanti altri è stato,almeno per me, un anno grigio, interlocutorio.

Non sono mancate le buone e le cattive notizie, le scelte difficili e tutte quelle piccole grandi cose che accompagnano la vita, ma niente è irreparabile,niente irripetibile, niente irrinunciabile..tante piccole cose mi faranno ricordare questo 2016, ma non ci saranno date scolpite nella mia mente.

Al 2017 ho da chiedere di dimenticarsi di me, magari per i botti aspettiamo il 2018…che c’è il decennale dello ’08.

Auguri e beveteci su.

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Ci avevo preso.

Almeno per quel che riguarda i risultati.

Spero di sbagliarmi sugli esiti catastrofici del voto.

Spero di sbagliarmi perché vorrei tanto riuscire a costruirmi un futuro nel mio paese, nella mia  città.

Oggi la vedo grigia ma come ha detto saggiamente Barack Obama: qualunque cosa succeda, domani il sole sorgerà ancora.

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Referendum

Ho bucato Trump, Giachetti, Fassino e la Brexit ma non demordo secondo me vince il No facile.

Per altro io dopo lunghissime riflessioni non ho ancora deciso cosa votare: il nuovo Senato mi fa veramente schifo e concordo con Bersani quando dice che il combinato tra monocameralismo e legge elettorale sia pericoloso ma trovo che il No sarebbe una battuta d’arresto troppo forte per i flebili segnali di ripresa dell’economia italiana..la cui salute è fondamentale per star bene tutti noi.

Credo che deciderò domenica.

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Riassumendo

Come diceva il Manzoni:

Lascio pensare al lettore, come dovessero stare in viaggio quelle povere bestie, così legate e tenute per le zampe a capo all’in giù, nella mano di un uomo il quale, agitato da tante passioni, accompagnava col gesto i pensieri che gli passavan a tumulto per la mente. (…) e dava loro di fiere scosse, e faceva sbalzare quelle teste spenzolate; le quali intanto s’ingegnavano a beccarsi l’una con l’altra, come accade troppo sovente tra compagni di sventura.ù

E come dice Nick Hornby:

Siamo rimasti fermi ai capponi di Renzo.

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When they go low, we go high

Non mi sono mai fatto granché affascinare dalla retorica del “yes we can” o dal fatto che Obama fosse un politico di colore.

Tifavo per una sua vittoria ovviamente così come oggi moderatamente tifo Clinton, preoccupato dalla follia di The Donald.

 

 

Sicuramente ha fatto parecchie cose divertenti, questa ad oggi le batte tutte; se vince Trump ne vedremo delle belle, la signora Clinton mi sembra terribilmente più noiosa ma chissà..magari compenserà suo marito Bill..

 

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30 anni e sentirli tutti.

Ci sono svariate tappe nella vita, ogni tappa segna il passaggio ad una nuova fase e così via, alcune coincidono con i compleanni altre più con le scelte che la vita ci obbliga o ci propone di fare a seconda delle circostanze.

Ora che passato il quarto di secolo, comincio ad aver abbandonato i 20 e vedo i 30, il peso degli anni lo sento.

Mi farà effetto da domani alla domanda quanti anni hai rispondere 30, sapendo che i 30 non devono arrivare ma sono già parte del passato.

Ma come si suol dire: l’alternativa al trascorrere del tempo e al veder passare le stagioni è peggio.

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A Napoli puoi

Portare un frigorifero in motorino..

Al di la della sicurezza, delle leggi e di tutte le cose che vi possono venire in mente: bisogna sempre applaudire il Genio.

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Olimpiadi

Onestamente quando nel 2012 Monti disse io non posso firmare una cambiale in bianco per le Olimpiadi nello stesso momento in cui chiedo lacrime e sangue agli italiani per rimettere in sesto i conti ero concorde con lui.

Per quanto Roma fosse una città praticamente pronta a ospitare i giochi con pochissime strutture da costruire e la maggior parte richiedenti solo un restyling investire in una impresa simile strideva un pò con i compiti e gli impegni del governo.

L’idea di riprovarci 4 anni dopo con obbiettivo 2024 mi sembrava più sensata, le Olimpiadi sono un grande evento concentrano sul paese ospitante molte attenzioni e sono in generale una buona vetrina, al di la dei ritorni economici che faccio sempre fatica a valutare.

A Milano Expo ha permesso un restyling complessivo della città, molti investimenti, ha portato molto turismo e la giunta Pisapia ha saputo sfruttare l’occasione per rilanciare una città lievemente in declino.

Per Roma che da tempo vive un periodo di declino figlio del malgoverno cittadino le Olimpiadi potevano rappresentare l’occasione del rilancio.

L’idea poi di distribuire sul territorio nazionale parte delle gare avrebbe permesso di risparmiare qualcosa nella costruzione dei nuovi impianti.

Insomma per come è stato presentato il progetto a me la candidatura olimpica sembrava una buona opportunità.

Al di la della propaganda la scelta di Raggi di bloccare le Olimpiadi è rispettabile, in linea con quella che è la linea del partito ma complessivamente secondo me sarà un auto-goal clamoroso.

Onestamente avrei usato più prudenza lasciando proseguire la candidatura senza troppo entusiasmo e chiedendo eventualmente di ridurre l’impatto economico in maniera sensibile. Insomma un no mascherato da un si. Puntando semplicemente a non vincere.

In primo luogo perché sono prevedibili reazioni: altre città han ritirato la candidatura per far spazio a Roma e giustamente ci saranno forti pressioni sui politici di riferimento perché questo ritiro senza giocare costi caro alla capitale.

In secondo luogo perché c’è comunque da ufficializzare in aula questa decisione e dando per scontato il fronte del no, alcuni potrebbero decidere di sfiduciare la Raggi soprattutto se tra le reazioni del CONI ci fosse la ventilata richiesta di danno erariale. Richiesta che per me per altro è il minimo da fare: Roma era ed è formalmente candidata, se si ritira in corsa è giusto chiedere i danni.

In terzo luogo perché come le prime indiscrezioni dei giornali lasciano trasparire non mancherà occasione da parte degli avversari politici di Raggi di far pesare la scelta di non fare le Olimpiadi tra 8 anni, quando la situazione economica della capitale dovrebbe essere nuovamente fiorente e i risultati della buona amministrazione che dicono di fare saranno diventati fatti e storia.

Raggi probabilmente però in questo momento non aveva margine per fare altrimenti: il si alle Olimpiadi avrebbe messo la parola fine alla sua avventura da sindaco e irrimediabilmente compromesso la credibilità del Movimento.

Insomma comunque la si girava era una scelta complicata che esponeva il sindaco a grossi rischi non ultimo quello di andare a casa.

Vedremo se reggerà l’urto. E con lei tutto il movimento.

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Roma nun fa’ la stupida stasera

La giunta M5S comincia a scricchiolare ed è passato solo Ferragosto, se niente niente a Ottobre/Novembre viene giù dell’acqua modello alluvioni vanno gambe all’aria prima ancora del previsto.

Io avevo detto n’anno. Non arriviamo a 6 mesi.

La politica è fatta di leader, gente che prende i voti, che ha delle idee, che è in grado di relazionarsi senza timore e con forza con tutti gli interlocutori, che ha la forza di tenere lontano il malaffare.

Un cittadino seppur bravo e meritevole non è detto che abbia queste doti.

Non solo, governare Parma non è facile ma si tratta di provincia, posti ricchi, dove le pressioni sono meno e il malaffare meno diffuso, Roma è la capitale, in cui per anni il malaffare ha governato, con molti posti degradati e difficili, sotto il ciclone tutto l’anno e con problematiche probabilmente irrisolvibili.

Anche la stessa Torino è una città più facile: Chiamparino e Fassino hanno lasciato una città in salute, la ripresa della FIAT è notevole e non sarà qualche intoppo con la fiera del libro a turbare le notti del sindaco. Le pressioni e la visibilità sono minori rispetto alla capitale, i riflettori nazionali salvo rare occasioni non ci sono e i poteri della città sono meno opprimenti, meno forti e forse meno corrotti.

Non basta essere una super mamma con un carico di voti della rete, bisogna avere polso e carisma, bisogna avere dei voti veri e del peso politico vero.

Veltroni, che negli ultimi 20 anni è stato di gran lunga il miglior sindaco della capitale, ha carisma da vendere e aveva una leadership sul suo partito totale.

Questo è il primo schiaffo per i maestri dell’anti-politica e sono convinto che sia il primo di una lunga serie.

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